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IL SISTEMA DELL’EMERGENZA TERRITORIALE SECONDO FIMMG-ES

La discussione sull’h16 iniziata da alcune parti in causa sta evidentemente utilizzando il sistema dell’emergenza territoriale (SET) per farlo apparire come un sistema, oggi in equilibrio e caratterizzato da una risposta unitaria ai bisogni del cittadino, che diventerebbe precario sulla base di presunti spostamenti dei carichi di lavoro.

Società scientifiche, sindacati dei medici convenzionati e sindacati dei medici dipendenti stanno sottolineando tutti i futuri disagi di questo servizio, omettendo di fatto quali siano i veri problemi e le tematiche da affrontare che nulla hanno a che fare con l’h16 e che invece troverebbero risposte nell’ACN se veramente si volesse tutelare l’area medica del SET.

In Italia, sulla base delle diverse ed estemporanee situazioni regionali non sempre figlie di una programmazione coerente, ci troviamo infatti davanti a funzioni svolte da operatori medici caratterizzati da una precarietà contrattuale  riferibile non solo all’esistenza di contratto a tempo determinato, ma soprattutto alla coesistenza o alternanza di contratti di convenzione, di dipendenza, e di contratti  atipici (liberi professionisti, gettonisti, a partita IVA, appalti a società esterne, ecc.).

La favola, iniziata alla fine degli anni novanta, della specializzazione in emergenza-urgenza e di una formazione universitaria che avrebbero risolto l’eterno dilemma della qualificazione del medico di emergenza, dipendente o non dipendente che fosse, ha rivelato tutti i suoi limiti in termini di capacità di formazione di un congruo numero di professionisti utile al ricambio generazionale e al ricambio dovuto al burn out tipico di questo lavoro, oltre che in termini di scarsa prospettiva di carriera e di sviluppo professionale date le interferenze nelle esigenze gerarchiche di altre specialità mediche, in primis quella degli anestesisti-rianimatori.

Le domande che ci poniamo come FIMMG Emergenza Territoriale è perché invece non si utilizza lo sviluppo organizzativo contrattuale del sistema h16 come volano per meccanismi di inserimento del sistema 118 in una reale integrazione con il suo ambito naturale, ossia il territorio, perché non si sottolinea la possibilità di un potenziamento della cooperazione nelle ore diurne tra i due servizi, SET e Continuità Assistenziale, che risolva le attuali difficoltà nella gestione delle richieste inappropriate sull’urgenza in quelle fasce orarie e infine perché alla domanda di un’aumentata responsabilità gravante sulle ore notturne dei SET e delle COT (Centrali Operative Territoriali )non si risponde con la normale richiesta di chi dovrebbe rappresentare un’area contrattuale, ovvero rilanciando con un necessario miglioramento delle condizioni contrattuali dei medici e stabilizzando l’accesso a tempo indeterminato dei giovani colleghi in questa area.

Tutte domande che evidentemente non meritano una risposta essendo tutti presi a gestire interessi di cassetta molti più cogenti invece di elaborare una reale programmazione professionale e non essendovi alcuno che dia risposte al vero problema dell’area, ovvero ai meccanismi di accesso che la costringono a passare attraverso l’imbuto numerico del corso di formazione in Medicina Generale, con il risultato finale di un aggravarsi della situazione nei prossimi anni, a meno di vocazioni “missionarie”, per la prevedibile carenza di medici di medicina generale fiduciaria e la possibilità che i giovani colleghi formati hanno di accedere a quell’area professionale che oltretutto appare loro più coerente con la scelta formativa proposta, visto che oggi la formazione in medicina generale non garantisce nemmeno l’accesso alla funzioni di medico del SET, ma solo la possibilità di accedere ad un altro corso per diventarlo  , una vera follia!!!

Poi, di quali garanzie parliamo?  Fino ad ora l’unico dato certo è  la naturale disaffezione dei giovani medici formati alla medicina generale posti davanti a quei gap di tutele previdenziali e assistenziali che contraddistinguono le diversità contrattuali dei medici dei SET e conseguentemente diversificano medico da medico, con il risultato di avere colleghi che, pur facendo lo stesso lavoro, hanno diritti diversi da regione a regione e da contratto a contratto.

Ebbene, è giunto il momento di chiarire che l’Emergenza Sanitaria Territoriale vuole candidarsi a essere, nel percorso occupazionale dei giovani medici, l’area che si va ad aggiungere ai percorsi formativi post-laurea della Specializzazione e del CFSMG, con un accesso normato da ACN sulla base di una graduatoria specifica cui si accede con il solo titolo del corso di Emergenza, corso al quale si potrà accedere con la Laurea in Medicina e Chirurgia.

Come area interna alla contrattualità della Medicina Generale, occorrerà anche prevedere di riconoscere, come si fa oggi per l’accesso alle specializzazioni dei medici dipendenti, la possibilità di accedere con aree di riserva al CFSMG già da titolari di emergenza sanitaria territoriale, proprio per dare una possibilità di sviluppo professionale a colleghi che altrimenti rischierebbero di rimanere sulle ambulanze fino all’epoca della loro quiescenza. Solo così avremmo una maggiore fidelizzazione del Medico al Sistema e non si avrebbe quella fuga dall’Emergenza Territoriale avvenuta nelle Regioni che hanno subito una diminuzione di personale medico con punte, superiori anche al 50%, di abbandono dei Medici.

Ne sono riprova quelle Regioni che, essendo fra le prime a optare per il sistema a dipendenza, hanno dovuto riaprire, in modi talvolta molto irregolari, il reclutamento dei Medici Convenzionati creando sacche di precariato che hanno portato alla giusta rivendicazione di incarichi a tempo indeterminato che mettessero fine ad un precariato ormai storicizzato.

A meno che qualcuno non immagini un Sistema dell’Emergenza con il ruolo medico a esaurimento, per darlo totalmente in gestione ad altro personale occultando questa volontà con l’alibi della carenza di personale medico, quando in realtà punta ad una demedicalizzazione del SET. A questo noi ci opporremo con tutte le nostre forze, perché questa sì sarebbe una riduzione dell’assistenza ai cittadini.

 

 

Per questo noi dobbiamo proporre

la revisione delle modalità di accesso al Sistema dell’Emergenza Territoriale, e per questo dobbiamo prevedere la possibilità  , acquisendo i titoli , di accedere al Ruolo Unico della Medicina Generale;

 la possibilità di accesso dei Medici nei Pronto Soccorso;

la gestione completa del Sistema dell’Emergenza Territoriale dalla fase di allarme alla fase della risposta territoriale da parte dei Medici Convenzionati, i Medici del Territorio, perché è impensabile che si possa restare sulle ambulanze fino all’età pensionistica, alla luce anche di un aumento progressivo della stessa .

Ribadiamo la ferma volontà di essere parte integrante della Medicina del Territorio, con la funzione specifica di gestione e trattamento del paziente in situazioni di Emergenza Urgenza.

 

Roma 14\06\2016                                                                         Segretario Naz FIMMG-ES

                                                                                                               Francesco Marino